Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

giovedì 5 aprile 2012

Apologia dell'inquietudine/5

Una porta aperta: come una scatola di tonno.

Mi affretto a mettere online questo aggiornamento. Mi è appena giunto con preghiera di pubblicazione repentina. Obbedisco dopo averlo leggermente ripulito di qualche (trascurabile) refuso.

L. aveva aperto la porta come apriva le scatole di tonno. Imprecando. E tagliandosi un dito. Una goccia di sangue era caduta sul legno del pavimento. Pesante come una pallina di mercurio. Uno scintillio freddo gli aveva restituito l'espressione sorpresa e terrorizzata del suo volto. Avrebbe dovuto capire da quello sguardo riflesso dall'emoglobina che qualcosa non andava. Troppo tardi. La porta era spalancata. Ormai. Criiisto saaaaanto. Non credeva ai suoi occhi, al poco che restituivano. Catturati dal buio che si stava impossessando senza esitazione di lui. I denti, come gli capitava da bambino provando freddo, avevano cominciato a battergli. Tacatacatacatac.... Che strano rumore: di vecchie pantofole su un vecchio pavimento. Che immagine teneraaaa in un momento come quelloooo. Pauuuura a mille. Il nuuuuulla.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.