Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

mercoledì 12 giugno 2013

E allora mi guardano.

(c) 2013 weast productions
Quando mi chiedono da dove vengo, rispondo che sono nato in un paese dove i parchimetri sono più puliti di me. E allora mi guardano: mi sbaglierò, eppure a volte mi sembra di cogliere, nei loro occhi, una strana luce, la scintilla di chi non osa dirtelo, ma sotto sotto lo pensa. Per quanto sia messo male, ma male davvero, chi si trova fra le mani la mia risposta pensa di essere messo un po' meglio di me. Lì dove vive, almeno, i parchimetri fanno la doccia quando piove. Se piove. E se ci sono, i parchimetri. 

3 commenti:

  1. Ritorno dall'Africa, aeroporto di Zurigo, inizia a piovigginare. Uno dei taxisti tira fuori il fazzoletto e pulisce le gocce dalla sua limousine nera immacolata. La voglia di prendere il primo aereo e ritornare dove la vita forse aveva più senso anche mentre tieni fra le braccia un bambino malato dell'aids

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  2. Sono sempre più convinto che il mondo non si possa cambiare. E`così com'è ed è sempre stato. L'importante è che sia lui, il mondo, a cambiare noi.

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  3. Più che cambiare cerco di mantenermi nel flusso, stare in movimento, e fermarmi quanto basta per integrare l'esperienza vissuta. Forse perché il desiderio di cambiare implica un'idea precisa di ciò che si vorrebbe essere. Cerco soltanto di mantenere la flessibilità che mi permetta di vivere le sfaccettature senza corrispondere troppo alle definizioni, mantenendo la curiosità su ciò che è sempre stato e la voglia di scoprire ciò che sarà

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