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Domani nel Senso del taccuino sulla Regione: "Interferenze narrative"
Estratto:
La donna venuta fuori cinque minuti fa da Mosul fotografata seduta per terra (morta di fatica) davanti al cartellone di una pubblicità per la compagnia di telefonia mobile irachena Korek: “Il mondo ti appartiene”. Chiedilo alla donna se le appartiene davvero, quanta voglia ha il mondo di appartenerle. E che cosa significa “mondo”, per lei. Se ne ha ancora uno. Chiediglielo. Non ha l'espressione di una che mendichi la carità, a nessuno. Nella vita le è andata male e accetta che sia toccata proprio a lei, una guerra.
Siamo anche quelli dove ci sediamo. Bisogna stare attenti. Una ragazza alla stazione di Zurigo aspetta il treno e osserva il cellulare. Seduta su una panchina. Dietro di lei un cartellone chiede: “Hai avventure da offrire per il tempo libero?”. La realtà ci implora di essere osservata e raccontata. Siamo circondati da una infinità di racconti. Prendono forma davanti ai nostri occhi. Non aspettano altro che di essere continuati, portati a casa, messi-dentro-la-nostra-vita. Se esiste un sesto senso, deve essere la fantasia. Ce l'abbiamo tutti. Basta tirarla fuori: lasciata libera di lavorare, crea una infinità di mondi che accompagnano il mondo dentro il quale viviamo.